Un po’ è innervosita perché non mi sono inserito nella corsia giusta per prendere il biglietto. Soddisfatta mi dà i biglietti: binario 4, tutti e tre i biglietti da timbrare al gate mi raccomando. Un ritmo impressionante. L’italiano medio morirebbe d’infarto dopo pochi giorni così, forse ore.
Salgo sul treno che dall’aeroporto di Osaka mi porta a ShinOsaka, una specie di Milano Centrale di Osaka, solo con tanti caratteri incomprensibili e un drappello di pazzi trenofili.
Già, perché la prima cosa che mi colpisce all’arrivo al binario dove aspetto il treno per Kanazawa, è un gruppo di tre tizi:
1. Un ciccione con due nikon con megaobiettivi che fotografa tutti i treni che vede, quasi stesse facendo birdwatching;
2. Un ragazzino con strumentazione inferiore, ma bisogna pure iniziare;
3. Una signora sulla sessantina con tanto di telecamera e immancabile mascherina, ha borse che le pendono da ogni lato del collo e da ogni piega delle spalle, e non appena manco vede un treno, ma ne sente l’odore, l’odore della preda, il suono dell’inevitabilità direbbe l’agente Smith, si fionda con la telecamera e ne riprende l’arrivo.
Noto che in effetti questi tre individui fanno una specie di Birdwatching: come il birdwatcher annota il nome dell’uccello che fotografa, così i tre fotografano la fiancata del treno dove sono presenti tutti i dati su destinazione, numero, ecc. Anch’io riesco a prendere un Bird, è il Thunderbird, il treno, così si chiama, che mi porterà a Kanazawa e, spero, a una bella doccia e qualche ora di sonno.
ben arrivato, collione!
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